giovedì 27 gennaio 2011

Repetita iuvant, merda juvent (us)

Oggi ho fatto le ripetute. Le ripetute sono l’equivalente podistico dello stirare le camicie. La peggiore delle rotture di palle. Con la differenza che nemmeno pagando le puoi far fare a qualcun altro al posto tuo. Ma se non le fai, arrivi alla gara stropicciato e non fai bella figura.

Sono l’unico del gruppo Piovono Runners a praticare questo rituale. Nizza è giustamente in una fase precognitiva della corsa, in cui questa cosa non gli viene richiesta. Paragonandolo ad un momento della crescita, è nel periodo bambino-che-guarda-i-Teletubbies: della corsa può apprezzare il movimento e i colori, senza doversi preoccupare troppo della trama. A stirare ci pensa la mamma.

Carlo, al contrario, è in fase tardoadolescenziale a cavallo tra il post grunge e un certo immaginario alla Valerio Mastandrea: la mamma gli ha già spiegato che le camicie deve stirarsele da solo ma lui le ha risposto che non gli servono, che preferisce le magliette sgualcite e con le pieghe, per scelta. In realtà è perché non ha voglia.

Resto io, schiacciato tra il senso del dovere (mio) e il senso del volere (della Tabella, che le impone). La mia tabella, che è un’entità dal carattere semplice e diretto, senza fronzoli, mi ha spiegato che le ripetute si chiamano così perché vanno ripetute. Ossia fatte costantemente, una volta a settimana. E si chiamano così anche perchè quella volta a settimana in cui le fai, vanno ripetute. Nel senso che vanno corse più volte. Tre, quattro, otto, dodici volte a seconda della distanza, Due esempi di ripetute, per i profani, potrebbero essere 8x400 o 3x1600. Tra una ripetuta l’altra recuperi a ritmo più lento, sputi e ti chiedi quanto manchi alla fine. Se le fai sul tapis roulant, meglio non sputare.

Oggi ne ho fatte 12x400. E’ come andare in campagna e fare sesso con un coniglio. Credo, cioè, me l’ha detto un amico. Insomma, tanti colpetti rapidi, riposo, un’altra raffica veloce, riposo e via così per 12 volte. Quando inizi ad ingranare, ti fermi. Quando inizi a riposarti, devi ripartire. Detto così non sembra un allenamento intelligentissimo, Eppure pare che serva, c’entra qualcosa con le soglie anaerobiche. Con che cosa c’entrino a loro volta le soglie anaerobiche non mi è ancora chiaro. Pensate che lo mettono anche nei programmi for dummies come quello che seguo io, che prevedono solo tre allenamenti a settimana. Uno è di ripetute, non si scappa.

In fondo non è una novità. Ho ripetuto tabelline alle elementari, poesie alle medie, verbi greci al liceo. Adesso ripeto ripetute.

Ce la posso fare anche stavolta.

P.S. Oggi abbiamo avuto due contatti dalla Malesia, la conquista del mondo è sempre più vicina.

2 commenti:

  1. Sono perfettamente d'accordo con il titolo.

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  2. questa storia del coniglio non mi convince!

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