martedì 28 agosto 2012

Correre a Milano: Giardini di Porta Venezia

In questi giorni si torna in città, più o meno mesti, più o meno abbronzati, più o meno grassi. Per combattere mestizia, perdita dell'abbronzatura e adipe in eccesso, non c'è niente di meglio che (ri)cominciare a correre. Meglio se davanti agli occhi c'è l'obiettivo di partecipare ad una gara autunnale: 5k, 10k, mezza o maratona che sia.
O anche no, per il gusto di correre e basta, ascoltando per un'ultima volta negli auricolari il Pulcino Pio, prima di seppellirlo per sempre tra gli orrori/errori da dimenticare di questa estate.
Vi vogliamo bene in ogni caso.

Per questo, con il presente post, inauguriamo un nuovo filone, una serie di pezzi sul tema "Dove ci piace correre". Noi vi raccontiamo dove corriamo più volentieri, fornendovi una serie di informazioni che speriamo possano esservi anche di una qualche utilità, voi siete liberi (anzi, ci farebbe piacere se lo faceste) di raccontarci quali sono i vostri luoghi preferiti per evadere in scarpette e pantaloncini.

Cominciamo con i Giardini di Porta Venezia (o di Via Palestro o "Indro Montanelli"), uno dei luoghi elettivi del running milanese.
I Giardini, nomen omen, si trovano in Porta Venezia, a pochi passi dal centro di Milano, tra Via Palestro, Corso Venezia, i Bastioni, Via Manin e Piazza Cavour.
L'anello più largo che potete percorrere, rimanendo dentro il perimetro del parco, misura circa 1,7 km. In alternativa, si può correre costeggiandone l'esterno, in buona parte su pista ciclabile, e la lunghezza diventa di circa 2 km. Oppure ancora, ci si può perdere tra i vari sentieri che lo attraversano, che costeggiano il laghetto o le gabbie dell'ex zoo.
Questi gli orari d'apertura: gennaio e febbraio 6.30-20; marzo e aprile 6.30-21; maggio 6.30-22; da giugno a settembre 6.30-23.30; ott 6.30-21; nov-dic 6.30-20
Quando chiude, non vi avvisano. Parlo per esperienza. Un paio di volte ho dovuto girare tre quarti di parco per trovare l'ultima uscita lasciata libera dalle guardie (che, per la cronaca, era sempre quella su Via Palestro, quasi di fronte al Pac).
Il parco è ben ombreggiato, ideale per queste giornate di caldo, e il fondo è sterrato e quasi tutto in piano, se si eccettua il lato Bastioni.
Sul perimetro largo, quello da 1,7 km, è presente una sola fontanella (vicino al Planetario) ma sparse tra i sentieri interni potete trovarne altre. L'altro inconveniente del giro largo è la presenza di una rampa di scale in pietra, evitabile però, volendo, con uno zig zag tra i sentieri al'incrocio tra Bastioni e Via Manin.
Il parco è meta popolare tra i runner e, dalle 7 del mattino fino almeno alle 9 di sera, difficilmente vi sentirete soli.
Attenti nei weekend, perché viene spesso colonizzato da manifestazioni di vario tipo (giostre, tornei, happening di vario tipo, stand) che lo affollano soprattutto nella sua parte centrale: c'è di buono che il giro largo degli 1,7 km rimane sempre sgombro e percorribile (tranne quando c'è Orticola, ma la prossima è prevista nel maggio 2013, potete rilassarvi).

Per approfondire:
http://it.wikipedia.org/wiki/Giardini_Pubblici_Indro_Montanelli

Se avete altro da aggiungere sull'argomento, info utili o suggerimenti, i commenti, la nostra pagina facebook e twitter (@PiovonnoRunners) sono a vostra disposizione.

Al prossimo giro!


domenica 26 agosto 2012

Talent and Effort

Prologue: I have never run a 10k race under 40 minutes (i.e. 4 min per k). Though, I ran 21k under 4 min per k (best so far is 3m54s per k, 1h22m10s). The reason is that I'm never trained enough for 10k races. They are usually at the beginning of the running season in Milan: between September and October. Than, there are only half marathons, 30k and marathons. I wanted to run a 10k under 40 minutes in Singapore. I cannot train well for half marathons and marathons here, it's too hot for me. And there are a lot of 10k.
Today, Sunday 26 August, there was a 10k race. As I wrote in "Need for Speed" I lowered my expectations. The benchmark wasn't 40 minutes but 45 minutes (the time of last year's Deejay Ten). Well, here's the parable.

Talent and Effort
There was a young man in Singapore. Someone may object he was not young. He felt so, despite his appearance.
(in the picture: the young man, the flag of his running bunch, and Marina Bay Sands)
He had everything a runner may want: strong legs, dry physique, and aerodynamic head.

In the past he had proved himself that he "could run like the wind blows" (cit. F.G.). He had also proved himself that "shit happens" (cit. F.G.): i.e., when he didn't train as supposed to, he couldn't run as he wanted.

The day came when he put in practice this last valuable lesson. Again, this time in Singapore. It was a 10k race. He started very fast. His strong legs put him easily in a pace of 3m45s per k. After the 3rd k he lowered to 4m per k. 6th and 7th k came at 4m03s. Then it came the 8th k: 4m25s (translated from runner to human language: he started fast and then slowed down, too much).

What went wrong?

After the 4th k the young man was feeling a lot of pressure. The three beers he had the night before were drying out his mouth and his body. The heat made him hard to breathe. But most of all, his legs were becoming stiffer and stiffer. He didn't train enough. Human bodies may bear any condition on earth, even Singaporean unfriendly weather. Human bodies just need time to get adapted.

Adapting a European body to Singaporean weather is not an easy task. The young man knew he hadn't done the minimum required. He started slowing down. Down, down, down. He was finishing the 9th k in 4m20s. Out of the games. No 10k under 40 minutes.

Somehow he felt that was good. There was a lesson to learn: No money, no honey. [wrong lesson]: No pain, no gain [right lesson].

His motto is "dream it, plan it, be it". This time he just dreamed it.

Then something happened. Something unexpected. The sign of the 9th k arrived too soon. The organizers of the race counted the 9th k wrong. It was just 950m. Thanks organizers!!

He was back on track to finish the race under 40 minutes. He pushed and pushed. Then he started thinking. "What if I really need to learn a lesson?" "What's beyond this race?" "Why the average Singaporean runner is so slow?" "For what f***ing reason did I wake up at 4:50 this morning?" "What kind of drug took the guy who imagined Marina Bay Sands?"

While he was having all such thoughts, he suddenly realized he had slowed down again. He checked the time. It was too late. He smiled. He took out of his pants the flag, and started his usual final retro running.

Wiser and sleepier than ever, he arrived. In 40 minutes and 12 seconds.
(in the picture: 40 minutes and something later)
Lesson learned, fun had, let's go to eat.
(in the picture: the young man's breakfast, eggs with fried mushrooms; bread, butter and
jam; porridge; yoghurt with papaya; coffee and milk. No bacon: parva sed apta)
Epilogue: funny happy ending. The average Singaporean runner is unbelievably slow. I finished the race as 8th. I was in line to take a free picture when they mentioned my number as one of the top ten. Free picture and $50 check. It could be my profession in Singapore.
(click to enlarge)
Now I remember there was also a cup. After I got the check anything else was of few interest to me.


sabato 25 agosto 2012

Need for Speed

I need speed.

My training schedule has been breached many times, runs have been postponed from day to day.

Too hot, too late, too early, too study, all excuses for not getting up on my feet and start running. I tried to recover whis week, but there's not much to do so close to the race.

Yes, there's a race. The second one for me in Singapore. This time it's 10k, all around Marina Bay.
(In the picture: location location location)
I had planned to run it under 40 minutes. There's no way I can do it so fast.

The new benchmark is 45 minutes. But still, how can I strengthen my chance to finish it within that time? Luckily, a Korean singer showed me the way.

Too hot? Your body isn't fit enough? Don't do drugs. Live strong.

Need for speed? Just do it Gangnam Style.


lunedì 20 agosto 2012

Il posto più strano in cui l'ho fatto



Ce li abbiamo tutti, i nostri aneddoti. 
Quelli che raccontiamo nel momento giusto, per carpire l'attenzione e raccogliere consensi, quelli che usiamo per far ridere o per darci un tono, per creare una piccola leggenda di noi stessi o per sminuirci con ironia (che poi è solo un modo più sottile e raffinato di creare una piccola leggenda di noi stessi).

Oggi racconto del posto più strano in cui l'ho fatto.
E' stato in una vigna, sabato scorso. 
Ero uscito a correre, tra le colline che rendono il Monferrato uno dei posti più idilliaci che io abbia mai visto. Uno di quei posti tanto perfetti che non ti sogneresti mai di sporcarli in qualche modo.
A meno che.

A meno che ti ritrovi a un certo punto sul crinale assolato di una collina, a percorrere una strada larga sì e no come un trattore, circondata da campi, vigneti e qualche sparuta cascina, qua e là. Sei lontano da casa, non passa nessuno, tacciono persino i grilli.
L'unico rumore viene dalla tua pancia. 
E' lei la sola a non essere d'accordo sul fatto che quello è l'istante perfetto per correre, dopo mesi e mesi di corsa tra le strade trafficate di Milano e le sue finte oasi verdi.
La sola a ricordarti che tua madre sublima la sua felicità nel vederti una volta al mese cucinando qualsiasi cosa e rispettando scrupolosamente da vent'anni il sacro rituale del ritorno estivo del figliol prodigo in campagna: salame, salsa tonnata, carpione, filetto.
La sola ad avanzare una timida riflessione sul fatto che andare a correre due ore dopo quei dodici round culinari, sarà anche irresistibile per lo scenario ma, ecco, non è una cosa intelligentissima.

E tra i crampi che ti impediscono di andare avanti a correre, scopri che ha ragione lei. 
La pancia ha quasi sempre idee più illuminanti del cervello, in ogni campo della vita. In particolare tra i campi coltivati del Monferrato.
Inizi a guardarti intorno, verso lo scenario bucolico che ti circonda, sempre meno con il fare trasognato dell'ammiratore di paesaggi e sempre più con quello carbonaro e scrutante del cospiratore.
Sai già che devi farlo, devi solo decidere dove.
L'ultima fitta ti ha convinto. Non potendo, per problemi che vanno al di là della tua volontà, partorire, il messaggio che ti sta mandando il tuo corpo è un altro ed è inequivocabile.

Non l'hai mai fatto ma, come diceva Fantozzi, forse hai sempre sognato di farlo.

Il Monferrato ha una caratteristica paesaggistica che lo rende famoso nel mondo: le vigne.
Le vigne, oltre a produrre buon vino, forniscono anche un accettabile livello di privacy.
Oltre che foglie ampie, lisce e ragionevolmente morbide.

Abbandono la strada su cui stavo correndo.
Percorro in giù la collina. Uno, due, tre filari, giusto per lasciare un certo margine di occultamento tra me, il mio atto e l'eventuale passaggio di qualche impressionabile contadino.
Peggio se armato di forcone.
Mi acquatto.
Eseguo.
Apprezzo le qualità organotattili delle foglie.
Mi rialzo.
Riprendo a correre.
Casa.

E poi sì, doccia.







giovedì 16 agosto 2012

Agosto/2

16 agosto 2012 - Milano - Foro Bonaparte 70  - Interno Studio

Ultimo giorno prima della grande nuotata nel Lago di Garda.

L'allenamento, in una Milano assonnata (ma non troppo) da una settimana di Ferragosto non eccessivamente calda, è proseguito con due puntate alla piscina Cozzi e tre uscite di corsa.

Dato che ho venduto la macchina, rimane ancora un mistero come domani arriverò, entro le cinque del pomeriggio a Salò. Oggi pomeriggio mi dedicherò a questa missione.

La vera chicca della Cozzi è che ha uno stallo del Bikemi proprio di fianco all'ingresso. Quindi consente di fare un allenamento che permette di sognare il triathlon e di sentirsi fighissimi e indistruttibili: bici-nuoto-bici. Da veri duri e irriducibili.

Intanto ammazzo la solitudine di un Studio in cui sono l'unico criceto leggendo libri e spulciando foto di vacanze altrui. Ogni tanto riaffiora, nonostante la corsa di circa 40 minuti di questa mattina, parte della grigliata di ieri sera. Penso che il motivo sia che non ho bevuto alcolici.Gli alcolici sono fondamentali per digerire la carne grigliata. Stimoleranno gli enzimi giusti. boh

Correre la mattina d'estate è quanto di più bello ci sia, sembra che il tempo si dilati. La luce è morbida, la temperatura ideale (quasi), la desertificazione della città aiuta a rilassarsi. Se fosse estate tutto l'anno sarei un grande atleta.

Breve nota tecnica. Ieri ho nuotato tutta la distanza della traversata a stile libero senza pause.

Il semplice fatto di avercela fatta è un successo.





lunedì 13 agosto 2012

Agosto

In fin dei conti la vita è fatta di piccole soddisfazioni e grandi traumi.

Ad Agosto, la soddisfazione è correre in libertà per le strade della tua città. Soddisfazione è anche il clima mite e leggermente ventilato. Anche incontrare un bel paio di shorts che corrono in direzione opposta e ti salutano e sorridono quando li incroci è soddisfazione.

Piccole, ma numerose, fanno di Agosto un bel mese.

Poi ci sono i traumi, sempre enormi. Tipo la palestra che chiude e non puoi andare a nuotare. Oppure l'aria condizionata rotta in metropolitana. O ancora il tuo bar preferito che è chiuso e frantuma il sogno della spremuta fresca che ti seguiva da quasi un'ora.

Forse è troppo, non so se riuscirò a resistere oltre.

Nel frattempo, impiego le prime ore in Studio per riflettere sulla tremenda ingiustizia della vita e sul fatto che anziché nuotare, come avevo detto che avrei fatto, ho ripreso a correre. Rifletto anche sul fatto che notificare un atto di precetto il 13 agosto è davvero da sfigati. Vai in vacanza caro collega, non farti il fegato marcio e non farlo marcire anche a me.

Intanto il 17 agosto si avvicina e metto nel carniere pre-traversata del lago di Garda (in realtà non attraversiamo un granchè, ma se hai in mano solo mosche, diceva un saggio, "prova a dargli anche del tu"), tre nuotate da una mezz'oretta l'una e circa quattro uscite di corsa di un'ora ciascuna.

In pancia, nel frattempo, ho messo una sagra del cinghiale e un matrimonio in Sicilia.

Tutto procede al meglio.