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mercoledì 18 aprile 2012

Maratona di Milano 2012: la staffetta Piovono Runners 1 (con foto)

Ci sono storie che i numeri descrivono meglio delle parole.
C'era un tizio che correva la mattina al Parco delle Basiliche, perchè non riusciva a dormire: ero io.
Ce n'era un altro che aveva una straordinaria capacità di appassionarsi alle novità e di andare oltre ai propri acciacchi fisici, ed era un grande amico del primo tizio: era Carlo.
I due tizi si sono inventati Piovono Runners, una sera di gennaio del 2011, perchè avevano deciso di correre insieme la loro prima maratona.
I tizi sono diventati tre. Ne è arrivato uno, Nizza, che di chilometri ne ha poi percorsi pochi, ma che ci ha sempre supportato e ha creato il nostro logo. Mica roba da poco.
Il quarto è Matteo che ha trovato una sua collocazione ben precisa nel gruppo: è lo sprinter, in un gruppo di fondisti. Il cecchino in un reparto di fanteria. Lo chef che impiatta le preparazioni gastronomiche e le presenta in sala. Il finisseur delle nostre staffette.
Il quinto e il sesto di chiamano Gianluca e Valerio. Sono il nostro fiore all'occhiello. Quelli bravi. Quelli magri. Quelli che la corsa, per loro, è una roba seria. Anche quando corrono con le orecchie di Topolino.
Poi ne sono arrivati tanti altri, attirati dalla forza centripeta e appassionata del running, che li ha aggregati un po' per amicizia, un po' per curiosità e un po' per caso attorno al piccolo nucleo di Piovono Runners: persone come Alessandro, Luca, Riccardo. E tanti altri. Talmente tanti che non li conosco nemmeno tutti di persona.
E mi fermo qui, ma ce ne sono ancora altri che periodicamente incrociano le loro orbite podistiche con la nostra, anche solo per venire ai nostri aperitivi e contribuire alle nostre raccolte di beneficenza.

Domenica eravamo in diciassette (sarà per questo che ha diluviato?). Un maratoneta e sedici staffettisti, a comporre quattro squadre Piovono Runners. Uno spettacolo e un piccolo orgoglio, per noi che poco più di un anno fa eravamo in due.

Ancora numeri, ecco il riassunto della performance delle quattro staffette Piovono Runners:

Io vi racconterò le vicende della squadra Piovono Runners 1, quella che ho orgogliosamente capitanato.
Ecco i nostri parziali:
Per rendere l'idea del valore del piazzamento, le staffette iscritte erano circa 2200, quelle arrivate quasi 2000
In prima base c'era Luca. Luca ha giocato nella frazione Champion's League, la prima nonché la più lunga e quella in cui tutte le squadre avevano schierato i propri top runner, per incamerare vantaggio e minuti. Il nostro si è difeso alla grandissima, nonostante l'attesa per la partenza ritardata, sotto quella pioggerellina gelida che indurisce i muscoli.
Non so bene cosa abbia combinato in quei 13km, magari ce lo racconterà lui. So solo che è riuscito a prendersi a male parole con un'automobilista nonostante si corresse in una domenica di blocco del traffico. E so di averlo visto arrivare al cambio con me in uno stato che fondeva l'epica sacrificale di un Dorando Pietri con l'entusiasmo folle ci uno che entra alla sede delle Sisal sventolando il tagliando vincente del Superenalotto: mi è arrivato incontro, nella calca da tappone di montagna del Tour de France che caratterizzava il punto di cambio, con il braccio alto e la mano stretta attorno al braccialetto con chip che faceva da testimone, sputazzando le ultime energie.
Ho raccolto il suo testimone, ho provato a schiaffeggiarlo (in realtà era un tentativo di abbraccio e di saluto, ma tra due corpi in movimento e resi viscidi dalla pioggia, non è facile) e sono partito. I primi 3-400 metri li ho spesi a urlare alla gente di spostarsi. Ho anche spintonato un paio di quelli che soffocavano il passaggio ai runner con l'arroganza di quello che sa che tanto non l'avrebbero inseguito. Ho intravisto James, futuro staffettista in pectore di Piovono Runners (James, preparati!) e ci siamo scambiati qualche urlo, questa volta amichevole. Uscito dalla calca mi sono strappato di dosso il sacchetto della spazzatura che avevo indossato tipo saio (sì, i runner fanno anche ste robe, oltre che spalmarsi la vaselina e pisciare ovunque: è giusto che lo sappiate) per proteggermi dalla pioggia, con una foga da Incredibile Hulk. La pioggia continuava incessante, ma per me, allergico, è stata quasi un vantaggio: l'anno scorso avevo patito da morire la giornata calda e affollata di pollini che aveva caratterizzato la staffetta. Ho fatto anch'io un po' di polemica (siamo una squadra di persone che hanno bisogno di sfogarsi) con i vigili agli incroci che, lodevolmente, fermavano le macchine per farci passare. Peccato che, piccolo dettaglio, le macchine quel giorno non avrebbero nemmeno dovuto esserci, visto che c'era il blocco. Vabbè.
Ho corso come un ossesso fino ad accasciarmi ai Bastioni di Porta Venezia. Prima di accasciarmi sono riuscito a gesticolare in maniera inconsulta come aveva fatto Luca con me, ho trovato Riccardo e gli ho passato il testimone. Il nostro ragazzone biondo è partito mentre io, per l'appunto, mi sono accasciato.
Dopo qualche secondo ho recuperato la vista e ho trovato la Bionda, che mi ha immortalato così, umido e felice. O inebetito, fate voi:
Il cronometro segnava un ottima media di 4'31'' al km, per quasi 10,5 km corsi. Mi sono lanciato in un'analisi comparativa entusiastica sul valore del mio ritmo rispetto alla staffetta dell'anno prima e alla Maratona di Treviso di quest'anno, cercando di spiegarlo alla Bionda che mi assecondava con il sorriso bonario di un primario di psichiatria e intanto mi spingeva lentamente verso la Metro. Perché, si sa, lo spettatore gradisce un po' meno del runner fradicio l'indugiare a discutere di running sotto un diluvio universale. Chissà perché.
Mi cambio nella pensilina della Metro, sempre per la serie che il brutalismo della corsa fa sparire qualsiasi inibizione sociale.
Arriviamo a Sant'Agostino, teatro del terzo e ultimo cambio.
Qui troviamo nell'ordine:
1) un sereno Andrea in attesa, da circa sette ore per sicurezza, del cambio della sua staffetta aziendale. Stava sviluppando le branchie e le squame ormai, ma dalla foto non sivede, purtroppo:
2) Uno stilosissimo Matteo Jamiroquai Coppola in compagnia di un'improvvisatissima Manuela (la quarta staffettista della squadra Piovono Runners 2):
Se ve lo state chiedendo, sì, io rompo i coglioni con la mia presenza in quasi tutte le foto
3) Un Riccardo che arriva e sorride entusiasta. Un po' per la sua performance (stellare, come potete vedere dalla seconda tabella di cui sopra), ma soprattutto perchè non ha ancora visto la zona del recupero sacche.

Qua già si nota un po' più di mestizia, nell'avvicinarsi al girone infernale delle borse:
E qui una parentesi critica va aperta: la gestione della riconsegna delle sacche è stata penosa, scandalosamente penosa. Caos totale, sacche buttate per terra alla rinfusa, la pioggia che cancellava i numeri che avrebbero dovuto distinguerle le une dalle altre, pochissimi addetti disperati che no riuscivano ad arginare il delirio, gente che ci ha messo mezzore se non ore a ritrovare la propria sacca.
E non solo a Sant'Agostino, ma in tutti e tre i punti di cambio.
Voto 2 all'organizzazione per questo disservizio (e non parliamo di una questione marginale nella gestione complessiva di un evento podisitico...)

Molliamo Riccardo alla sua disperazione e ci fiondiamo sull'arrivo a beccare Matteo. Il quale quest'anno punta sulla precisione, più che sulla velocità: eguaglia praticamente il tempo fatto da Riccardo. Un cecchino, s'era detto. E un cecchino deve essere preciso. Certo, nel tempo in cui Matteo ha corso 8 km, Riccardo ne ha fatti 11, ma queste sono malignità gratuite che allignano nell'occhio di chi legge. Io non l'ho detto.
All'arrivo lo ritroviamo. E' meno stiloso che alla partenza, ma ha la medaglia, cazzo:

Nel frattempo era arrivato anche Luca, dopo aver picchiato e derubato del giubbotto un operaio Anas.

Ma la cosa più interessante, scusate, è che all'arrivo distribuivano birra gratis.
Roba che ti vien da dire chissenefrega, del disservizio delle sacche.
Ecco due runner seri, ma seri davvero:
Io, Luca e il nuovo Gatorade gusto luppolo
La gloria si celebra con birra, medaglie al collo, amici. E le hostess fornite dallo sponsor, Homa Sport...
La Bionda è dietro la macchina fotografica, vigile
Sponsor che oltre alle hostess ci ha fornito pure le magliette (e le creme per i massaggi pre e post gara, che poi sono quello che produce, a parte le hostess)
http://www.homasport.com/ in home page un primo piano di  Matteo alla partenza della sua frazione, imperdibile
Fase dei ringraziamenti: ai ragazzi della mia staffetta, Luca, Riccardo e Matteo, autori di una performance sopra ogni aspettativa. A quelli di Piovono Runners 4, Gianluca, Ale, capitan Carlo e Manuela, che hanno tenuto anche loro alta la doppia bandiera di Piovono Runners e Fondazione Pupi. A Valerio, che oltre a sciorinare una performance da paura sulla maratona, ha iscritto altre due staffette con il nostro nome, ha fatto un fund raising eccezionale per la Fondazione De Marchi ed è pure arrivato al traguardo a piedi nudi.
A tutti quelli che c'erano al Botinero per il nostro aperitivo di raccolta fondi e hanno generosamente e alcolicamente contribuito ad una buona causa. A tutti quelli che al Botinero sono tornati domenica pomeriggio, per fare il brunch post gara con noi. A Nizza e Federica, che hanno sfidato il diluvio per venirci a vedere al traguardo. A Mario e tutti quelli di Homa Sport.
E alla Bionda, che sopporta e supporta, sempre.

Alla prossima, Piovono Runners.

lunedì 26 marzo 2012

La Staffetta di Milano - Piovono Runners 1

Non crediate che siamo fermi a goderci i nostri successi individuali.
Anzi, stiamo pianificando un'invasione di Milano senza precedenti. Piovono Runners schiererà quattro staffette sulla linea di partenza della staffetta, alla maratona di Milano del 15 aprile.
Due squadre correranno per la Fondazione Pupi e due per la Fondazione De Marchi. L'anno scorso c'era un'unica (ancorché gloriosa) squadra che correva per la Pupi, tanto per rendere l'idea di quanto ce stiamo ad allargà stavolta.

Piovono Runners 1 sarà la squadra capitanata da me e correrà ovviamente per la Fondazione Pupi. Schiera alcuni dei più grandi podisti italiani, esclusi da Londra 2012 solo perché le Olimpiadi le fanno ad agosto e noi avevamo già prenotato la casa ad Ibiza. Con le caparre non si scherza, in tempi di crisi.

In prima frazione ci sarà Luca, uno che fino a pochi mesi fa pensava che la corsa fosse una donna della Corsica, ma che ora si chiede basito perchè nessuno organizzi mai gare podistiche di mercoledì, per spezzare l'attesa tra una competizione del weekend e quella del fine settimana successivo. Nelle ultime due settimane ha infilato Maratona di Roma e Mezza alla Stramilano. Domenica prossima ha l'Iron Man alle Hawaii, ma dopo ha promesso che si concentrerà solo sulla staffetta.

In seconda base ci sarò io. Quest'anno ho limitato gli atti di nonnismo legittimamente previsti in virtù del mio ruolo di capitano. Certo, ho sfruttato l'entusiasmo di Luca per rifilargli la prima frazione, quella che implica la sveglia all'alba, la partenza da Rho e il maggior numero di km da correre, ma non mi si poteva chiedere di diventare buono tutto in una volta.  L'anno scorso mi ero anche preso con violenza la terza frazione, la più bella come percorso e anche quella che, casualmente, parte davanti a casa mia in Porta Venezia. Quest'anno mi sono accontentato della seconda...

...e la terza l'ho ceduta a Riccardo, runner battezzato giusto ieri dalla Stramilano. Ha corso la sua prima mezza e pare sia arrivato vivo al traguardo, visto che oggi mi ha scritto. Secondo esordiente nella staffetta Piovono Runners, dopo Luca. Per chi ci segue con assiduità, è quel pazzo che ho beccato nella tundra dei Giardini di Via Palestro in una domenica d'inverno post nevicate apocalittiche, mentre correva con un passo più simile a quello di Carolina Kostner che a quello di un podista. Un grande, già solo per essere stato lì quel giorno.

Allo sprint finale, di diritto, Matteo. Matteo non ha mai corso una gara competitiva che sia una, ma su di lui gira già un'aneddotica podistica degna di Abele Bikila. Lo vedi sbucare alle Run 5.30 (così chiamate perchè si svolgono davvero alle 5.30 del mattino, eh..) arrivando diretto da una discoteca. Lo ascolti che fa il timido alla Stramilano, poi all'arrivo mi brucia e sprinta sverniciandomi. Lo senti l'anno scorso reclamare la quarta frazione della staffetta (è la più breve, per chi non lo sapesse), quasi a dire che più di così non può fare, e poi lo vedi portarla a termine con un tempo stratosferico, roba che ci abbiamo messo più noi a fare in metropolitana da Sant'Agostino a Cadorna che lui a correre quegli ultimi sette km.
Insomma, non potevamo che confermarlo. Noi facciamo la vita da mediani, a lui lasciamo l'onore di varcare il traguardo sputando sangue, muco e vodka tonic.

P.S. Nella settimana precedente la gara organizzeremo, insieme alla squadra Piovono Runners 4 capitanata da Carlo (Carlo, resuscita e presenta la tua squadra, daicazzo), un aperitivo per raccogliere fondi per la Fondazione Pupi, come l'anno scorso. Fu un successone e vi vogliamo di nuovo tutti lì. Potete vederci, toccarci e abusare moderatamente di noi.
A breve info più precise sull'evento.

mercoledì 25 gennaio 2012

E mò che fo?

E adesso che si fa? Una domanda legittima, che mi posi dopo quello che successe domenica 15 gennaio 2012. 15 gennaio 2012, giorno della Missione RED NOSE.

(nella foto: 500 persone strette strette. 50 per la Questura)
Come sempre accade con le Missioni dei Podisti da Marte, tutto comincia ad accadere giorni prima. Tutto pianificato, tutto programmato. Professionisti seri.

Arriva un'email il cui contenuto si può sintetizzare in questo modo:
"Dobbiamo vestirci tutti di rosso, metteremo un naso da pagliaccio e gireremo per la città in cinque gruppi seguiti da pagliacci per realizzare flashmob e raccogliere almeno 2.000 euro per Theodora. Chi c'è?"

A chi non conosce i Marziani l'invito può suonare strano. 2.000 euro sono una cifra mica da ridere. E perché, qualcuno potrebbe pensare, la corsa è uno scherzo? Finire una gara 10km dopo aver subito un'operazione importante è un gioco? Arrivare in fondo a 42 km è divertente?

Sì. E i Marziani sono pronti a dimostrarlo.

Questa volta dovevamo tutti attrezzarci per rendere grande l'evento. L'obbiettivo era correre e camminare in 500, 5 gruppi da 100. Mi do da fare invitando tutti i potenziali podisti che mi vengono in mente, e che non hanno ancora partecipato a una Missione. Uno esce da un infortunio e non se la sente. Uno lavora. Uno giura che sarebbe venuto e cala il pacco (ed è uno che i lettori di Piovonorunners conoscono, ahimé). Due rispondono entusiasti che ci saranno ma non sentono la sveglia. Una ha un attacco intestinale la domenica mattina.

Insomma, come altre volte era successo, ci ritroviamo all'appuntamento io, Carletto e Ruggiero.

Carletto si presenta in jeans e piumino stile omino michelin di colore rosso. Le strade di Milano piangono la sua assenza, ma è meglio non sforzare la caviglia fragile. Carletto, il Van Basten di Piovono Runners, segue il gruppo in bici.

(nella foto: Carletto, in fondo, impegnato nella ola)
Ruggiero arriva alle 8.20. Aveva preso sul serio le parole del post precedente e si era presentato puntuale. Prima da una mano a gonfiare di elio i palloncini di Theodora (o di theodora i palloncini di Elio, non ricordo). Poi aiuta a realizzare le spille nere da indossare in memoria del vigile di Milano ucciso da un SUV. Poi aiuta a distribuire i kit del gruppo giallo. Poi, alla partenza, quando non resta più nessuno, aiuta a controllare la cassa, e a smontare e sistemare i banchetti. Poi quando ritorniamo dalla Missione, un'ora e mezza dopo, lo rivedo. "Ma Ruggi, dove sei stato?!?" "Eh, c'era da dare una mano". E' un mito Ruggiero.

(nella foto: Ruggiero presidia il banchetto dei gialli)
Io mi presento alle 8.40. Lo so, avevo scritto tra le 8 e le 8.30. E' che la bambina mi aveva vomitato in macchina. O le locuste. Insomma, mi dovevo preparare per bene.

(nella foto: occhiali, cappello, abbigliamento tecnico, manico di scopa, bandiera.
Credete che si possa sistemare tutto in un attimo?)
E poi è domenica, cribbio. Bisogna fare una colazione decente. E digerirla.

Arrivo alle 8.40 e sono tutti al lavoro come api. Mi cooptano subito nel gruppo dei gialli (c'erano cinque gruppi, ma quello dei gialli era decisamente il più figo) e do una mano anch'io a preparare le spille nere.

(nella foto: Marziani al lavoro)
Chi stava a Milano quel giorno forse ricorderà il freddo che c'era in città. Fucking frozen è l'espressione giusta per definirlo. Me la insegnarono in Irlanda tempo fa e non ho ancora trovato niente di più adatto.

Finite le spille devo trovare un'attività movimentata, che sennò mi iberno. "C'è da distribuire i kit della squadra gialla" (maglietta rossa di Theodora, braccialetto giallo, tre fiori). "Eccomi!" Rispondo.

Il compito è semplice: bisogna consegnare ai Marziani che arrivano il kit imbustato. Il Marziano che accetta il kit farà parte della squadra gialla. Un'attività tranquilla, sembrerebbe. Ma qui stiamo parlando di podisti. Tapascioni, amiconi ye ye, ma sempre podisti. Abbiamo le gare nel sangue. Ipercompetitivi siamo.

I cinque gruppi sguinzagliano ciascuno due/tre procacciatori di adepti. La sfida è aperta e forse si eccede nell'agonismo, come testimonia uno dei cooptati nei gialli.
"Appena sbuchiamo dalla metro di fianco alla Cattedrale gotica milanese veniamo “assaliti” da due marziani che ci reclutano di “forza” nel gruppo del 5 giallo!"
Qui il resto del racconto.

Non capisco di che si lamenta: 1) non l'ho neanche minacciato; 2) è finito nel gruppo più figo. Mah.

Finito il reclutamento sono già le 10.30 e ci tocca partire. Giriamo per il centro di Milano, realizziamo flashmob, corriamo, ci divertiamo.

4 fucsia (blah)
5 giallo (si vede che è il più figo)
L'altro 5, quello rosso (banale)
0 grigio (che tristezza)
2 azzurro (pff)
45502
il numero al quale mandare un sms per sostenere la Fondazione Theodora


N come Nicolò Savarino, il Vigile ucciso in Bovisa
- i Vigili Urbani sono nostri grandi amici
(dal manifesto dei Podisti da Marte)
Immaginate 500 persone che corrono libere per Milano. Vestite di rosso. Corrono per beneficenza, per cambiare l'attitudine dei milanesi nei confronti dei podisti. Corrono per divertirsi.

Immaginate di essere una di queste 500 persone. Voi come vi comportereste?







(Qui i link per leggere tutti i racconti e vedere tutte le foto.)

Ecco, dopo avere dormito 5 ore ed essersi svegliati alle 6.30 perché non si può rinunciare alla colazione della domenica. Ma neanche alla Missione!
Dopo avere utilizzato un manico di scopa a mo' di asta per la bandiera.
Dopo avere pinzato 150 spillette nere al freddo e al gelo.
Dopo avere costretto un povero padre di famiglia a iscriversi al gruppo dei gialli (me ne sarà eternamente grato).
Dopo avere folleggiato per 7 chilometri per le strade di Milano.
Dopo avere preso parte alla raccolta di 3.105,50 euro per la Fondazione Theodora.
Dopo avere inviato un sms al 45505 (c'è tempo fino al 29 gennaio).

Adesso che cosa faccio?

Semplice: corro. Mi alleno. Preparo la Maratona di Milano.

Resoconto 3° settimana 16.1.12 - 22.1.12
Programma 4° settimana 23.1.12 - 29.1.12
C'è qualcuno che vuole aiutarmi a farlo?


martedì 8 febbraio 2011

La nuova sfida di Piovono Runners

Prima ce n'era uno e correva da solo.
Poi ne è arrivato un altro, ha cominciato e gli è piaciuto di brutto. Il primo e il secondo insieme hanno dato vita a un blog.
In realtà s'è trattato di un parto gemellare: insieme al blog è nato il terzo runner.
Three is a party, dicevano Andy Warhol e Camilla. Ma non sono ancora una squadra.
Serviva un quarto. Il quarto nasconde una di quelle storie tipicamente cinematografiche. Quelle storie in cui scopri che il vecchio custode della scuola era in realtà un campione, che aveva mollato alle soglie del professionismo per un qualche caso avverso della vita e aveva riposto in soffitta il suo sport e i suoi sogni. Tre ragazzi scoprono per caso la sua storia, vanno da lui, lo pregano di tornare per trascinarli alla vittoria. Lui rifiuta, non vuole riaprire vecchie ferite. Ma qualcosa nel suo cuore s'è riaperto, ormai. Non sono le ferite, ma l'adrenalina della sfida, quel vecchio sapore che lo faceva sentire vivo. I tre insistono, senza di lui non possono farcela. Il quarto tentenna ancora un po'. Si fa lusingare. Sa che deve tornare. E' il momento del comeback. Accetta. Si rimette le scarpe da corsa.
Il primo si chiama Cristiano Girola.
Il secondo è Carlo Soncini.
Il terzo è conosciuto come Nizza. Il nome vero è una mera questione di burocrazia che poco conta.
Il quarto, che poi era davvero il primo di noi che aveva cominciato a correre, all'anagrafe risulta come Matteo Coppola.

Insieme, adesso è ufficiale, correranno la staffetta alla Milano City Marathon, domenica 10 aprile.
Presto vi racconteremo molti altri dettagli di questa futura impresa, alcuni anche davvero importanti. I quattro, infatti, hanno scelto di correre la staffetta per la ONLUS Fondazione Pupi, per dare un senso più completo alla loro impresa.
E al comeback del vecchio custode della scuola...

martedì 18 gennaio 2011

Guardare sempre avanti

...soprattutto quando sei obbligato a farlo.
I primi sentori li avevo avuti al 40esimo minuto di un'accesissima partita di calcio tra colleghi. Mitigati dall'agonismo, li avevo ignorati. I secondi sentori erano giunti dopo la cena di ieri sera alla Bettola di Piero, via Orti (buon indirizzo, ci si torna), mentre andavo a casa in bicicletta. Mitigati questa volta dal Barbera, erano stati ignorati anche quelli.
La notte è stata tormentata e il verdetto del mattino è arrivato ineluttabile.
Pensate che adesso arrivi la cacca, vero?
E invece no, peggio. Collo bloccato, mobilità ridotta al lumicino. Bestemmie di contorno.
Sono soggetto a quest'infortunio, lo so. Un paio di volte l'anno mi capita, puntuale come il pagamento dell'Iva per Persia.
Certo, quest'anno ha scelto con accortezza la settimana in cui presentarsi: quella precedente la Mezza Maratona di San Gaudenzio.
Scatta il piano d'emergenza: docce di Voltaren, sciarpa avvinghiata al collo con nodo inestricabile, allenamento di corsa rinviato.
E questo è l'unico aspetto positivo visto che oggi mi toccavano le odiatissime ripetute (che meriteranno prima o poi un post tutto per loro).
L'ultimo bollettino medico diramato dal mio cervello alle 14 (e quando parlo di lui, del mio cervello intendo, anche in questo caso penso sempre alla centrale operativa di "Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso...") parla di sostanziali miglioramenti nel dolore e di una certa mobilità riconquistata.
Speriamo.

Chiudo con una nota di servizio: ho parlato con quelli della Maratona di Milano, che mi hanno confermato le durate variabili delle quattro frazioni della staffetta: 12-10-12-8.
Chi tra voi lettori deve intendere, intenda...è fattibile... :-)