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domenica 23 marzo 2014

La mia Stramilano

"Sudato, bagnato, affaticato, in mezzo alle moltitudini"

Sì, ero a Milano. Chiedo scusa a tutti gli amici, amiche e conoscenti milanesi che non ho avvertito per far festa. Ma soprattutto, chiedo scusa a quelli che ho avvertito e incontrato. È tutta colpa del sakè.

Nell'anno del Signore 2014, 23 marzo, ero a Milano per correre la Stramilano. Una gara bellissima in quanto si svolge a Milano ed è corsa da podisti improbabili. La prima gara della mia carriera improbabile di amante improbabile delle gare podistiche.

Mi ero iscritto alla mezza maratona (21km) con l'intento di correre anche i 10km della Stramilano dei 50mila.

E invece.

E invece stocazzo di ginocchio non mi dà tregua. Siamo alla seconda settimana senza corsa.

Direte, esticazzi. Esticazzi una sega!! (Perdonate il francesismo di una).

L'obbiettivo sbandierato della stagione era di correre la maratona di Rotterdam il 13 aprile sotto le 3 ore. Sotto le 3 ore sotto i 30 anni. Sì, compio 30anni quest'anno.

Stavo andando benissimo, con finanche il nuovo miglior tempo sulla mezza maratona a Verona, davanti all'esultante Zia Carmela il 16 febbraio scorso.

Di lì in poi il disastro. Coscia posteriore fastidiosa, quattro giorni di stop. Settimana lavorativa h 8-24, si corre solo per andare dal mio ufficio all'ufficio del capo e ritorno.

20km com salite e dolore al ginocchio: non si corre più a tempo indeterminato.

Allora perché ero a Milano, vi chiederete? A parte il sakè che, vi garantisco, si trova anche qui.

Perché dovevo correre la Stramilano. Il biglietto era fatto, l'alloggio pagato, andiamo a correre la Stramilano.

La sveglia è più clemente. Non alle 7 come per il 10+21km programmato, ma alle 9.30.

La colazione è più saporita. Non il malto pregermogliato prima della gara, ma caffellatte e biscotti.

La doccia si fa prima e non dopo la gara.

E via a correre la Stramilano con gli altri.

Partenza alle 11 al Castello Sforzesco. Mi piazzo alle 11.20 al km 5.

Arrivano i primi e qualche flebile applauso glielo concedo. Ma non di più. Questi sono alieni, superuomini e superdonne per i quali non serve sprecare fiato.

Arrivano quelli che finiscono in 1h30m e le cose si fanno più interessanti. Ma è con quelli che finiranno in 2 ore che inizio a darci dentro. Sono già stanchi al km 5 su 21. Li vedi e non te li immagini neanche a prendere le scale anziché l'ascensore per salire un piano di scale. E invece sono lì.

Passa il nostro Cristiano, intorno agli 1h40m. Urlo ma è troppo concentrato e non sente.

Aspetto il passaggio degli ultimi e mi muovo verso il 20esimo chilometro, a poco dal traguardo.

Trovo Claudia col pupone Vito, Anna, il Compa e Renato con la bandiera marziana.

Il canovaccio è lo stesso, ma le voci sono di più.

I primi che arrivano chisselincula (no, sul serio, chisselincula veloci come sono?).

Dopo il gruppo che finirà in 1h30m si fa sul serio.

Applausi. Fischi d'approvazione. Qualche vai e qualche dai.

Poi si fa un paio di salti, ginocchio permettendo. Poi si urla qualche nome che alcuni hanno stampato sulla maglietta. Poi il nome del gruppo per cui alcuni corrono. Poi nomi a caso.

Poi si urla e basta.

Poi si incita.

Poi passa Fabrizio con la bandiera dei Podisti da Marte, per lui era il 30esimo km, e vien giù lo stadio. Poi passano Valterone. Poi Ivan, Geogiana, Simona, Antonella, Alfredo, Pino, altri che in questo momento non ricordo che mi sto pure emozionando.

Poi passano altre centinaia di sconosciuti ai quali si urla ugualmente di non mollare dai cazzo che siete bravissimi siete quasi arrivati dai grandi è l'ultimo chilometro siete grandi bravi forza con quelle gambe daaaaiiiii.

Poi si va a bloccare Claudia che con Vito in braccio a momenti salta addosso a quelli di 2 ore e 30 perché cazzo non è questo il momento di mollare dai cazzo.

La più bella Stramilano che non abbia mai corso.

Poi Giogiò però non la si aspetta più ché, figa, mi parte l'aereo.

Ma dove spacchio sei Giogiò?

venerdì 13 aprile 2012

Come preparare al meglio una maratona - P. 2 (Milano)

Buongiorno ragazze e ragazzi.

Bentornate e bentornati al corso su come preparare al meglio una maratona.

Il corso si compone di tre lezioni. Gli argomenti trattati nelle lezioni sono l'allenamento core, il lungo veloce e il fartlek. Se avete perso la prima lezione, potete rileggerne gli appunti qui.

Mi scuso per il ritardo nella pubblicazione della seconda lezione. La connessione a internet alla quale mi collegavo piratescamente Ero a  Milazzo andava e veniva. Non ci sono più i wifi gratuiti di una volta.

Ma passiamo, senza ulteriore indugio, a trattare l'argomento di oggi.

Lungo veloce


Stupiti. Vi vedo stupiti. Non riesco a non dissimulare stupore nel vedere i vostri volti stupiti.

Scandisco bene le singole lettere. L-u-n-g-o v-e-l-o-c-e. Adesso è anche meno intellegibile. "Ma come" vi starete chiedendo "il lungo non è per definizione lento?"

No, cari discepoli, il lungo non è necessariamente lento.

Il lungo può e talvolta deve essere veloce. E' noto che la funzione del lungo è di abituare il corpo alle sofferenze della maratona. Il podista procede lentamente così da abituare il fisico, gradatamente, a sostenere i microtraumi della lunga distanza. Per chi corre la prima volta una maratona, il lungo DEVE essere lento, di almeno 20-30 al km secondi rispetto al ritmo che intendete tenere in gara. Chi ha già inanellato un paio di maratone, può cimentarsi nel lungo veloce.

Il lungo veloce allena fisicamente e mentalmente allo sforzo della maratona. L'ideale è partire a un ritmo più tranquillo, 20-30 secondi al km più lento del tempo della maratona, e chiudere la gara in crescendo, al ritmo che si intende tenere in gara.

Il problema con il lungo veloce è la motivazione. E' già difficile nel lungo lento trovare la voglia di correre per tanti tanti tanti chilometri. Durante la maratona è semplice trovare motivazione: c'è il tifo (si spera), c'è l'agonismo, ci sono altre persone che corrono con te. Ci sono i chilometri e chilometri percorsi per arrivare a quell'appuntamento. In allenamento?

Per il lento lungo solitamente si trova qualcosa da fare. La prima volta preparai una playlist, attaccai l'ipod, e mi lasciai trascinare lentamente. Un'alternativa è correrlo in compagnia. Per il lungo veloce ci vuole tanta volontà.

Oppure ci si fa aiutare dalle occasioni.

Un'occasione è stata la Stramilano, corsa il 25 marzo scorso. Per chi non venisse da Marte, la Stramilano è una classicissima corsa milanese. Negli ultimi anni si è corsa a marzo, sulle distanze di 10 km e di 21,97 km.

La 10 km è una corsa non competitiva. Per alcuni è l'occasione di mettersi alla prova in una gara (così è stato per il Vostro Professore tre anni fa). Per molti è l'occasione di fare una passeggiata o comunque una corsetta leggera a Milano, in centro, senza traffico. La 21,97 km è una mezza maratona competitiva.

Ci sono due aspetti che rendono queste due Stramilano molto interessanti: il primo è che si corrono a orari differenti. La 10 km inizia alle 9.30, la mezza maratona inizia alle 10.45. Il secondo aspetto molto interessante è che sono entrambe vicino a casa mia.

Vedete anche voi quello che vedo io, cari ragazzi?
(nella foto: l'opportunità di correre il lungo veloce)
Esatto!

Ecco l'opportunità di correre il lungo veloce.

Tratto di riscaldamento: 3km per arrivare a Piazza Duomo da casa + 10km di gara a 4'30'' al km. Per ottimizzare si può portare la bandiera dei Podisti da Marte. Sappiamo già dalla scorsa lezione che è uno strumento che fa bene al core.

Finito il tratto di riscaldamento, è bene non fermarsi. Una corsetta a casa, cambio di maglia (con pettorale già agganciato), si lascia l'asta della bandiera e si riparte per la mezza maratona.

(nella foto: il tratto veloce)
Vi chiederete perché lascio l'asta sull'uscio, ma escio portando comunque con me la bandiera.

Vi sono più risposte plausibili:
1. è divertente sventolare la bandiera all'arrivo
2. la bandiera fa esaltare il pubblico che urla più forte per incitare
3. la bandiera attira i fotografi e potrete avere una raccolta di foto per ogni gara che correte
tò, un fotografo
Antonio Capasso!!
Ciao Nonna!!
un saluto alle fans
azz s'è fatto tardi
nd' videmu, Antò!
L'arrivo è stato in 1 ora 27 minuti e 11 secondi. 4'07'' al km di media. Forse un po' troppo veloce, la maratona potrà essere più tranquilla.


Un caro saluto dal Vostro Professore. Alla prossima lezione, che non sarà pubblicata più tardi di domani 14 aprile. Anche perché dopodomani c'è la gara.

***


Chi è a Milano, il 15 aprile 2012 all'arrivo della Maratona di Milano può verificare di persona se queste lezioni sono servite oppure no.

I supporters della De Marchi si troveranno, muniti di ombrello a forma di pinguino:
dalle ore 10 circa di fronte alla chiesa di San Babila.
dalle ore 12 circa in Viale Papiniano, vicino alla fermata Metro Sant'Agostino.
dalle ore 12.30 circa in prossimità della porta dell'arrivo in Piazza Castello.

Per prendere parte al gruppone di sostenitori potete inviare un'email a info@fondazionedemarchi.it

A domani, per la prossima e ultima lezione: Fartlek!

Questa lezione è stata finanziata dalla campagna: Di corsa per la De Marchi. Il podista ha raggiunto quota 2000 ed è molto contento. L'obbiettivo di costringerlo a correre gli ultimi 95 metri a piedi scalzi è raggiunto. Ma se proprio avete 5 euro che vi avanzano, potete sostenere la De Marchi attraverso una donazione qui

lunedì 28 marzo 2011

Io, Matteo e la Stramilano (ci sono le foto a dimostrarlo)

Mi sono avvicinato al weekend pieno di dubbi.
Avevo dedicato la settimana post Maratona di Roma al relax, come preventivato. Solo una blanda seduta di cyclette, unica parentesi atletica di sette giorni dedicati, per il resto, a recuperare tutti i vizi di cui mi ero privato nella settimana pre gara. A quest'ultima attività mi sono dedicato con profitto e grandi risultati, in compenso.
Nel weekend bisognava ricominciare a correre, perchè la staffetta di Milano, con l'esordio della squadra dei Piovono Runners, è dietro l'angolo (10 aprile).
Il dubbio era tra la scelta di un allenamento solitario sul Naviglio e la partecipazione alla Stramilano, quella da 10 chilometri. Arrivato a sabato mattina non avevo ancora deciso nulla. Poi sentiti gli altri Piovono Runners e tastata la loro ferrea motivazione a partecipare alla gara del giorno dopo, mi ero deciso anch'io.
Appuntamento pomeridiano allo Stramilano Village in Duomo con Teo e Nizza. Il primo doveva solo ritirare il pettorale, il secondo, come me, doveva iscriversi.
E' proprio Nizza a chiamarmi mentre mi sto recando al luogo del ritrovo. Doccia fredda: i pettorali sono esauriti. Ci proviamo comunque, martelliamo i ragazzi al desk, studiamo le pieghe del regolamento, telefoniamo agli altri punti di iscrizione sparsi per la città. Niente da fare. Pare che una quantità mostruosa di milanesi abbia deciso di espiare i peccati della propria pigrizia proprio in quel weekend, partecipando alla Stramilano. 50.000 pettorali disponibili, 50.000 pettorali venduti.
Io, che fino a poche ore prima non volevo nemmeno partecipare, ci rimango malissimo, incasso gli sfottò di Matteo che agita al vento il suo prezioso pettorale e medito vendetta: partecipazione abusiva senza pettorale, narcotizzare Matteo e rubare il suo, gufare la pioggia, prendere la macchina e attraversare il percorso a tutta velocità facendo più vittime possibili.
Mando un messaggio a Carlo, già iscritto, per lamentarmi della situazione. Carlo è il re delle lamentazioni, un virtuoso dell'esclamazione "uff". Borbottare e imprecare con lui è un vero piacere. Capisce e condivide. E sbuffa con te, facendoti sentire compreso.
Carlo risponde. E' malato e non ha ritirato il pettorale. Come nel più classico dei mors tua vita mea si apre un nuovo mondo. Mi propongo di ritirargli io il pettorale e di farglielo avere alla sera se si riprende, altrimenti di utilizzarlo io al posto suo la mattina dopo. Accetta. Se sbuffa, come è probabile che abbia fatto nell'intimità del letto di casa sua, almeno non me lo fa pesare.

Come avrete capito dal titolo del post, Carlo non ce l'ha fatta. Io, di conseguenza, sì. Con un furto d'identità e di pettorale mi presento alle 8.15 del mattino di domenica in Piazza Duomo. Ci presentiamo, anzi.
Io e Matteo.
Matteo. I più attenti tra i lettori di Piovono Runners lo conoscono già. E' il quarto staffettista di Piovono Runners per la Maratona di Milano. Quello che ci porterà al trionfo del traguardo di Piazza Castello. E' anche quello che qui non ha mai scritto, ma che presto verrà costretto a farlo...
Chi non lo conoscesse deve solo aspettare pochi giorni. E' in arrivo il post di presentazione della squadra, che soddisferà tutte le vostre curiosità sui partecipanti. Vedrete...
Io intanto ve lo mostro. Ecco Matteo, ieri:

E questo sono io, travestito da Carlo:
In piazza c'è di tutto ed è il bello di una non competitiva di soli 10 km: bambini, sciure, gente che fuma (bellissimo vedere qualcuno vestito tutto preciso da corsa, con la sigaretta in bocca), triathleti nerboruti e depilati, anziani veramente anziani. Uno di questi ultimi ha chiesto a Matteo di scattargli una foto con pettorale, sotto il Duomo. Gli ha dato in mano una macchina fotografica da modernariato, con tanto di rullino e rotellina da girare, che Teo non si ricordava nemmeno tanto bene come funzionasse...
Soprattutto migliaia di persone in spirito da scampagnata, con zainetto e palloncino al seguito.
Arrivare alla partenza di una gara del genere dopo aver fatto una Maratona significa toccare con mano l'altro lato del running, quello fatto di cazzeggio, semplice voglia di esserci, divertimento puro, simpatica improvvisazione, pura voglia di tempo libero.
Ci sta, anche per ricordarsi di non prendersi troppo sul serio.
La partenza, devo dire, è scenografica, con centinaia di palloncini che salgono a macchiare di colore il grigio del cielo mattutino.
Matteo infila le cuffie e lentamente ci muoviamo. L'idea è di farla tranquilli, io come ripresa post Maratona e lui come prova generale in vista della staffetta. Un obiettivo piccolo piccolo però ce lo diamo, se no non ci divertiamo: chiudere il percorso sotto l'ora.
Fino a Porta Venezia nulla distingue questa domenica mattina da un normale sabato pomeriggio: un fiume di persone a passo di camminata attraversa Corso Vittorio e Corso Venezia, con la stessa flemma e la stessa velocità di chi il giorno prima faceva shopping.
La corsa inizia a essere degna del suo nome dall'imbocco della Cerchia dei Bastioni, quando gli spazi si aprono, la folla si dirada leggermente e il ritmo può salire. Io e Teo troviamo la nostra velocità, attorno ai 5'20''-5'30'' al km, che ci accompagnerà costante fino all'arrivo.
All'altezza della rotonda della Besana un automobilista isterico (devo dire l'unico del percorso, ad onore dei milanesi a quattro ruote) si becca il suo giusto fiume di fischi e simpatici sfottò da parte dei runenrs. Poco più avanti alcuni ragazzi tentano il saccheggio delle bottigliette d'acqua riservate ai nostri colleghi più seri, quelli della mezza maratona che sarebbe partita dopo di noi. Respinti con perdite dagli organizzatori, ma un piccolo bottino riescono a portarlo via.
Attraversiamo tutti i vialoni, alternando chiacchiere, silenzi e battute sui personaggi particolari che superiamo. Vediamo alcune tute acetate modello "Ora di ginnastica, 1992", introvabili altrove. Vediamo una signora corpulenta trasformarsi in una palla di neve e ruzzolare, perfettamente sferica, per alcuni metri dopo essere inciampata. Vediamo un ragazzino con il monopattino che sfreccia impertinente e si becca i cortesi ed invidiosi vaffanculo dei runners più stanchi.
Se Matteo ha sofferto, io non l'ho notato. Quando lo osservavo mi sembrava dignitosamente fresco, fisicamente a suo agio e moralmente carico. Ha tenuto il ritmo con scioltezza e senza problemi. L'ho osservato, visto che sarà l'uomo che ci rappresenterà al traguardo della staffetta: se quel giorno arrivasse al traguardo leccando l'asfalto o, peggio, in taxi, non sarebbe una cosa bella. Invece mi sembrava bello in forma.
Persino sulle curve gemelle alla fine di XX Settembre non ha battuto ciglio. Nemmeno dopo, quando io lo incitavo per aumentare il ritmo e riuscire a a stare sotto l'ora, come ci eravamo promessi.
E nemmeno alla fine. Anzi. Sfruttando l'imbottigliamento causato da alcune signore esaurite all'ingresso dell'Arena,  Matteo ha dribblato, sprintato da vero runner e mi ha preceduto di un paio di secondi sul traguardo.
Bastardo.
Faceva l'amico, ma mi ha usato come lepre.
:-)

57 minuti e un pugno di secondi, il nostro onorevole risultato.
Eccoci, alla chiusura della nostra prima gara insieme:

E' stato bello. Bello correre spensierati, senza obiettivi, dopo il meraviglioso stress, ma pur sempre stress, della maratona di Roma. Bello improvvisare una partecipazione imprevista fino a 24 ore prima. Bello soprattutto correre con un amico come Teo, accompagnarlo al suo battesimo da runner, fare insieme tutta la gara e vederlo sprintare all'arrivo.

Grazie, Teo. Appuntamento a te, Nizza e Carlo tra due settimane, per la nostra prima, vera, impresa collettiva.
Domenica 10 aprile, Maratona di Milano a staffetta.
Save the date.